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Uno vale l'altro

La gente dimentica in fretta, intanto passano gli anni, si alternano i governi ma non cambiano le sorti, tra guru e scalatori sociali non abbiamo più speranze di poter credere in qualcuno.

Ci si ritrova ora, dopo anni a dover riprendere in mano tutta la teoria di fondo di un movimento/partito politico, di stampo populista, che ha fatto in Italia il bello e il cattivo tempo nella politica nazionale degli ultimi 10 anni.

Il Movimento 5 Stelle fonda i propri principi nello spirito del suo fondatore Gianroberto Casaleggio, teorico della comunicazione vicino ai concetti espressi da Marshall McLuhan.

La sua carriera arricchita da esperienze in importanti multinazionali nel settore della comunicazione lo porta a fondare la Casaleggio Associati, nella quale le sue idee espresse nel video del 2007 Prometeus - La Rivoluzione dei Media mettono alla luce una fervida convinzione dell'importanza della Rete in ogni contesto sociale dell'uomo, comprendendo giocoforza l'aspetto politico e sociale.

La sua dottrina ispirata ad un concetto di guerra tra tecnologie, nella quale la politica conservatrice è colpevole ed impotente di fronte all'incedere del nuovo mondo dei media, aprendo scenari futuri sino al 2050.

La sua Visione non si ferma qui, nel 2008 Gaia - The future of politics inizia da dove aveva lasciato, 2054 un mondo diverso, atteso e sperato che supera di gran lunga il "Villaggio Globale" di McLuhan a cui si ispira.

Gaia è quindi la nuova forma di Governo Totale sull'intero pianeta, reso possibile attraverso l'annullamento di confini e stati, governi e religioni attraverso la "Conoscenza Collettiva" ispiratrice di un governo possibile in mano ad un unico soggetto, democraticamente e globalmente eletto.

La sua presenza non si limita all'ambito filosofico o imprenditoriale, in quanto la sua azione di riformatore tecnologico si affaccia alla politica nazionale, dopo aver fallito a livello locale. Il suo partner naturale è Beppe Grillo per il quale cura il blog, citato tra l'altro nel suo video Gaia - The future of politics, oltre a seguire da vicino l'operato di Antonio di Pietro. Si occupa del suo blog e diventa suo consulente al Ministero delle Infrastrutture del Governo Prodi-bis. La sua ferrea convinzione di Internet come mano invisibile, azione positiva sul mercato e per esteso sulla politica, elimina i comportamenti devianti.

Nella sua ottica grazie la trasparenza della sua proposta di una politica attiva risulta essere espressione massima del concetto di McLuhan, "il media è il messaggio".

Internet, è sopra tutto, attorno a tutto e sotto a tutto nella sua concezione. Non più strumento, come vecchia definizione, ma messaggero di un nuovo modo di conoscere la realtà nella quale non esistono confini e intermediari.

I timori in campo tecnologico e nella comunicazione sono palesati dal netto contrasto tra tecnologia e democrazia. Sebbene questi vengano espressi come proporzionali, uno incentivante dell'altro, risulta possibile una lettura parimenti possibile, e con il senno del poi palesemente più realistica. La tecnologia, è controllata, gestita, sovvenzionata e veicolo di contenuti. Sarebbe presuntuoso, scorretto ed inverosimile credere che l'oggetto del messaggio non abbia significato, rendendo quindi la tecnologia amplificatore del messaggio stesso. Una sorta di lavaggio del cervello collettivo, dove se si prendesse per buono il veicolo si rischierebbe soltanto di ritrovarsi come Alex in Arancia Meccanica, seduti con gli occhi sgranati a contemplare un messaggio che di democratico non ha niente, un'imposizione di un potere forte in grado controllare la tecnologia, controllerebbe di fatto tutto, politica inclusa.


Lo scopo di quest'analisi è definire come un'organizzazione politica attiva dal 2009, abbia proposto a distanza di 10 anni significativi modi di gestione democratica della politica.

Partiamo quindi dal Programma del Movimento 5 Stelle risalente al 9 ottobre 2019, pubblicato sui canali ufficiali di Beppe Grillo:

"– divieto ai parlamentari di esercitare un’altra professione durante il mandato! Cazzo, abbiamo gente che fa l’attore, va in tournée e poi fa il parlamentare! Basta, una cosa!"

Lo stesso concetto di responsabilità civile doveva muoversi in due sensi, tutelando non solo l'aspetto collettivo del lavoratore/politico, ma come pretesa di una coscienza e conoscenza del politico, limitandone l'eleggibilità secondo criteri valutabili da tutti, inconfutabili: Gradi di istruzione, Competenze, Curriculum e Skills. Così da evitare che come primo lavoro di un diplomato sia fare il Ministro della Repubblica.


"introduzione del reato di strage per malattie e decessi nei cittadini nei confronti degli amministratori pubblici responsabili."

Orbene, a fronte di una Crisi sanitaria quale quella del COVID-19 resterebbe da definire meglio quali siano le responsabilità, ovvero aprire un'indagine atta a determinare se vi siano state responsabilità o corresponsabilità da parte della Politica, intesa come pubblica amministrazione, nella gestione dell'emergenza.


"Poi blocco immediato del ponte sullo Stretto di Messina, blocco della Tav di Val di Susa, non ne parliamo neanche!"

Qualsivoglia idea su questa tematica è ripresa da ogni programma politico, i pro e i contro sono molteplici, ma quando si parla di un tema di questo tipo, lo studio preventivo è fondamentale. Qualora si decidesse di interrompere la grande opera TAV, si potrebbe incorrere nella restituzione di oltre 2 miliardi di Euro tra sovvenzioni europee erogate dall'inizio del progetto alla restituzione degli importi spesi da Francia ed Europa, alle quali si aggiungerebbero i costi fissi legati alla chiusura di un cantiere di tale portata.


"Riduzione del debito pubblico: c…o, questo debito pubblico! Hai capito come fanno l’economia? Stampano carta, stampano carta, mettono il debito, vuoi fare una cosa? Falla, non c’è un c…o, il debito aumenta di 18 miliardi di euro al mese! Tremorti dice “i Tremorti bond non me li hanno presi le banche“: C…o, li volevi prestare all’8%, loro si trovano i soldi allo 0, 5%, perché devono prendere i tuoi bond all’8%?! Non sono mica stronze le banche! Saranno disoneste, ma non sono stronze!"

Parole sante, verrebbe da dire, ma quale ragionamento economico sottende a queste placate affermazioni, sarebbe il caso di saperlo. Patto di stabilità, vincoli europei e PIL sono fattori che non possono non essere presi in considerazione.


"L’informazione: cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano, questo è fondamentale! Io me ne frego della carta d’identità: voglio, quando nasco, un accesso gratuito alla rete, l’accesso gratuito alla conoscenza deve essere libero e gratuito, sennò non c’è né libertà né democrazia!"

Formalmente il ragionamento non fa un piega, rete libera per tutti. Resta un problema digital divide, ovvero la disparità di accesso alla tecnologia, una diseguaglianza che si poggia sulle differenze economiche che impediscono alcune classi rispetto l'accesso a tecnologie. Una rete libera e pubblica non permetterebbe a tutti i soggetti di usufruirne, anche a causa di diversità generazionali, di competenze e di predisposizione. Il deficit di democrazia, persiste a causa della mancanza dei mezzi configurando una grave mancanza a livello organizzativo.


Dal programma del Movimento datato 4 ottobre 2009:


"Partecipazione diretta a ogni incontro pubblico da parte dei cittadini via web, come già avviene per Camera e Senato"

Qualsivoglia diritto di essere Grande Fratello della Politica, risulterebbe come concessione alla necessità di trasparenza riguardo le scelte operate dai nostri rappresentanti in seno alle istituzioni nazionali, locali e internazionali. Proprio qui cade il castello del Movimento, ovvero il cambio di rotta risalente ad una estate fa: I 5 Stelle passano dal sostegno alla Lega alla compagnia del PD, senza pubblicare alcuna diretta streaming degli incontri che hanno determinato il cambio di casacca, così repentino e determinante ai fini dell'esecutivo. Ancora, durante l'emergenza COVID-19, risulta imperativo il diritto di conoscenza dei punti di vista dei diversi soggetti governativi che hanno optato per l'azione di emergenza in termini sanitari, politici ed economici.

Questi e altri esempi dimostrano come sia stata tradita una delle chiavi di volta della democrazia grillina.


Questa lettura è tutt'altro che completa e approfondita ma apre le porte alla discussione sugli effetti prodotti sul sistema da un movimento che si definiva rivoluzionario, democratico e condiviso.

La riflessione deve convergere a temi attuali, calandola quindi in un utile confronto tra il dire e il fare: Nel Blog del movimento troviamo una accurata descrizione del MES, a cura dell'allora responsabile della comunicazione 5 Stelle Claudio Messora: Cos'è il MES.


"Ma la cosa ancora più buffa è che noi abbiamo visto come il MES in sostanza significhi cessione di sovranità nazionale"

Si passa da dichiararla un crimine verso l'indipendenza, l'ingerenza dell'unione europea sullo Stato Italiano, sino ad accettarne l'adozione durante il Consiglio Europeo per la lotta al COVID-19 dell'Aprile 2020. Si sconfessa un principio cardine della loro teoria, appellandosi alla straordinarietà della situazione, dichiarandone le favorevoli condizioni.


Mi chiedo quanto ancora sarà possibile credere ad una democrazia di questo tipo, siamo i fanalini di coda dell'Europa e non facciamo altro che compiacercene, accettando di buon grado le ingerenze degli Stati più ricchi, virtuosi e solidi, impedendo una significativa solidarietà. Il terzo paese d'Europa e al tempo stesso il terzultimo, questo è l'Italia. Per dirla alla grillina Uno vale l'Altro.



Bibliografia:

Claudia Zucca Il Movimento Cinque Stelle: analisi, strutture e significati

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